Calolziocorte – Sopracornola – Colle di Sogno – Adda

 

Distanza Dislivello Tempo in movimento Tempo di sosta Area
41,12 1075 m 4:09:59 2:43:11 17,9 km2

Giornata bellissima quest’oggi, poco freddo nonostante siamo alla metà di ottobre, cielo azzurro e come al solito succede il mercoledì eccoci in sella alle nostre mountain bike per saggiare questo nuovo itinerario che prevede un bel dislivello e che si presenta quindi abbastanza duro. Nelle nostre escursioni infrasettimanali cerchiamo sempre di prendercela davvero con comodo e se capita di fermarsi e scattare qualche bella fotografia o raccogliere le castagne  perchè non farlo? Questa è la nostra filosofia, stare insieme, divertirsi e non stare a guardare quanto tempo che ci impieghiamo perchè a noi piace così.

Arriviamo a Calolziocorte con il treno e dopo aver settato i nostri GPS sulla traccia partiamo. Siamo su via Attilio Galli e lasciando la stazione alle nostre spalle prendiamo a sinistra e ci portiamo, poco dopo, a destra per imboccare via Locatelli che arriva direttamente all’incrocio con la SP639 (strada provinciale dei laghi di Pusiano e Garlate) dove giriamo a sinistra, facendo molta attenzione perchè è un’arteria abbastanza battuta, e ne percorriamo giusti 100 m per poi girare a destra ed iniziare la leggera salita su via IV Novembre.

Passiamo davanti alla Chiesa Arcipresbiterale di San Martino (L’attuale edificio parrocchiale, dedicato a Martino di Tours, fu costruito a partire dal 1817) e proseguiamo sempre diritto, in discesa, su via XXIV Maggio che ci porta all’incrocio con via Don A. Bolis (SP180) dove prendiamo a destra perchè prima dobbiamo soddisfare la nostra voglia di un buon caffè e di una brioche prima di iniziare l’escursione. Ripartiamo dopo aver assaporato un buonissimo caffè e tenendo la sinistra iniziamo la salita per i tornanti che risalgono verso Rossino.

Dopo il terzo tornante sulla sinistra troviamo il “Santuario della Madonna del Casale” che superiamo e proseguiamo ancora per 150 m sulla statale per poi girare a destra su via alla Cà ed iniziamo un primo tratto di 200 metri in salita con pendenza del 14%. Dopo il tornante la situazione non cambia e perciò bisogna fare ancora un pò di fatica ma su questa stradina il traffico è pressoché inesistente e si pedala quindi volentieri. Passiamo le indicazioni che portano, a sinistra, al “Castello di Rossino” e procediamo ancora diritto e poco dopo il nostro GPS ci indica una curva a sinistra.

Puntando la ruota della nostra mountain bike vediamo davanti a noi una scalinata, a gradoni lunghi, e prima di iniziare la salita ci guardiamo in faccia non diciamo nulla ed iniziamo la salita. Chi sale in sella, chi spinge la propria mountain bike ma saliamo e passiamo nel mezzo della parte vecchia del paese di Rossino dove le viuzze sono davvero strette e dove i muri della case sono quasi addossati l’uno all’altro.  Passiamo tra questo nucleo di case e ritroviamo nuovamente la SP180 percorrendo via Laurenziana.

Lasciamo la frazione di Rossino con la strada che adesso si abbassa un po come pendenza e proseguendo sempre diritto arriviamo in discesa a Lorentino un’altra delle frazioni di Calolziocorte che attraversiamo per arrivare alla rotonda dove giriamo a sinistra ed iniziamo nuovamente a salire, questa volta più decisamente, verso il piccolo abitato di Sopracornola. Ci attende una salita di oltre 2,5 km, con tratti dove le pendenze superano il 20% e con un pendio medio dell’8,8%, ma tutta pedalabile e su asfalto e con scorci sulla pianura sottostante che sono veramente favolosi con vista sui laghi di Garlate e Olginate con lo sfondo del “Monte Barro” e l’abitato di Galbiate.

Arrivati a Sopracornola (m. 596 s.l.m) il tempo di scattare qualche bella fotografia dove fa spicco la bella Chiesa Parrocchiale di San Rocco e lasciando il paese alla nostra destra percorriamo una breve discesa verso le prime case di Carenno per risalire leggermente prima della curva a destra che ci immette sulla sterrata che ci porterà, all’interno del bosco, fino al Colle di Sogno. Dopo una breve discesa, aver passato due case e una stalla con due asinelli dopo la curva a sinistra la strada inizia subito a salire e le gomme delle nostre mountain bike fanno fatica ad avere grip per via dei sassi presenti sul terreno ma pian piano si procede.

Aggiriamo con questo sentiero/sterrato il Monte Brughetto (975 m) dove in alcuni punti il sentiero è cementato, ma proprio nei tratti dove le pendenze sono davvero alte, ed infatti nella scala del pendio troviamo punti dove arriva anche al 37% (non spaventatevi sono solo pochi metri) e dove la pendenza media è salita al 12,6%. Bosco di castagni, ed allora perchè non unire l’utile al dilettevole e così riempiamo, man mano che saliamo, i nostri sacchetti che ci siamo portati appositamente da casa. Di certo avremo del peso in più da portare sulle spalle ma lo faremo volentieri perchè i frutti raccolti sono davvero molto, molto belli e saranno soprattutto molto molto buoni.

Non importa il tempo che ci impieghiamo per l’ascesa e per attraversare il bosco perchè rimanendo all’interno si gode di qualche ora di silenzio e quiete che viene interrotta, ogni tanto, solo dalle nostre voci. La fatica non è però finita perchè una volta usciti dal bosco, nei pressi di un cancelletto di legno (a destra) la strada che prima si appiattisce ricomincia a salire in prossimità delle case ma fortunatamente con un fondo cementato che rende possibile quindi la percorrenza in sella (sempre che si abbia ancora fiato e muscoli perchè anche qui le pendenze non scherzano).

Raggiungiamo la nostra “Cima Coppi” di oggi a 826 m s.l.m incrociando la SP149. Il belvedere dall’alto ci fa vedere l’abitato di Sogno all’interno della “Val San Martino” adagiato ai piedi del Monte Tesoro (1446 m).  Iniziamo la discesa sulla statale che passa accanto alle case dove si erge la Parrocchiale di San Giovanni Battista che lasciamo alla nostra sinistra e procediamo sempre in discesa verso Torre de Busi (472 m) scendendo di fatto in 5 km di statale di ben 350 m (non male).

Arrivati al km 14,3 incrociamo la SP179 e proseguiamo la discesa entrando nel paese di Torre de Busi dove oltrepassando la torre del monumento ai caduti seguiamo le indicazioni per BergamoLeccoMilano, a destra, e  proseguiamo la nostra discesa passando accanto alla Chiesa di San Gottardo all’interno dell’omonima frazione proseguendo fino all’altra frazione di Favirano.  Raggiunto l’incrocio giriamo a destra e poi a sinistra lasciando la SP177  per imboccare la SP178 dove risaliamo verso Monte Marenzo. Breve salita che ci permette di lasciare la più trafficata provinciale e proseguiamo seguendo via Manzoni attraversando la località Butto dove poco dopo ci fermiamo perchè il nostro stomaco ci avverte che siamo arrivati quasi in riserva.

Pranzo frugale a base di pasta al pomodoro e un piatto di Bresaola della Valtellina e poi si riparte, non prima però di un buonissimo caffè. Il nostro GPS ci indica che ci sono ancora degli strappi ma saranno brevi e perciò partiamo di buona lena con le temperature che nel frattempo sono salite ancora un poco.  Salita leggera sulla provinciale che attraversa il paese e una volta raggiunta la rotonda proseguiamo diritto in un falsopiano che passa in una parte abbastanza pianeggiante della valle e che ci fa vedere i piccoli borghi di Pomino, Montalino e Chiaravalle abbarbicati sulla collinetta alla nostra sinistra.

La strada continua su asfalto, seppure questa è una statale il traffico automobilistico è veramente scarso (fortunatamente), dandoci modo di gustarci questi bei paesaggi fatti di tanti terrazzamenti e di campi tenuti molto bene con erba tagliata e curati nei minimi particolari. Leggera salita fino alla località San Gregorio, una piccola frazione di Cisano Bergamasco dove lasciamo la statale per girare a destra e proseguire in salita, 13% la pendenza, verso l’altra frazione di La Guarda di Sopra.

Arrivati al bivio, dove troviamo una cappelletta posta al centro delle due vie, teniamo la sinistra ed iniziamo una bella discesa su strada cementata che ci porta ad un bivio incrociando la strada comunale di via Valle che prosegue poi sempre in discesa fino a raggiungere un bivio dove teniamo la destra e proseguiamo sempre in discesa verso un gruppo di case che oltrepassiamo per riprendere un brevissimo tratto in salita (400 m) che arriva ad un’altro bivio  dove questa volta giriamo a sinistra imboccando via Uccellera.

Brevissimo tratto in piano per risalire leggermente verso Cà Gandolfi dove ci immettiamo nuovamente sulla SP178 dove giriamo a destra e ne percorriamo poco più di un chilometro e una volta raggiunta la frazione di Valbonaga giriamo a destra, al km 25,6, proseguendo in leggera salita (600 m) seguendo ancora la statale dove però, in questo tratto, il traffico è davvero inesistente. Quando la strada inizia nuovamente a scendere percorriamo non più di 100 m e a ridosso di una campo recintato con filo a basso contenuto elettrico (dove pascolano tranquillamente due asinelli) prendiamo a sinistra la sterrata che risale la collinetta e ci porta nei pressi di una villetta dove termina e a sinistra parte il bellissimo single trail, “Tronchera Cà Bertotti“, tecnico, dove bisogna essere davvero bravi per evitare i passaggi tra sasso e sterrato, che ti fa divertire e nello stesso tempo rimani concentrato sulla guida del mezzo perchè un piccolo sbaglio può compromettere sia la discesa che il fisico.

Quando il single trail termina c’è un piccolissimo tratto a gradini ma se preso con la dovuta cautela si può anche rimanere in sella. Poco più aventi troviamo la sbarra che oltrepassiamo e ci immettiamo sulla stradina cementata che scende verso Cisano Bergamasco che raggiungiamo incrociando la via V Alpini. proseguendo diritto ci troviamo a fianco della Parrocchiale di Santo Stefano che da il nome anche alla piazza circostante. Tenendo la destra proseguiamo ancora in discesa su via Sant’Antonio da Padova e arriviamo all’incrocio sulla SP639.

La attraversiamo ed imbocchiamo via San Giovanni Bosco che poco dopo con una curva a sinistra arriva all’incrocio con Don Omobono Imperti dove proseguiamo ancora diritto su via Seghezzi e arriviamo al bivio con via Mura. Giriamo a destra e proseguiamo sempre diritto fino ad incrociare la SP342 dove però rimaniamo sulla pista ciclabile, che corre a fianco, passando in fila le due rotonde e andiamo ad attraversare sul “Ponte di Brivio” il fiume Adda. Appena il ponte termina ci immettiamo a sinistra sulla piccola stradina, via Sant’Antonio, entrando di fatto nel paese di Brivio.

Poche stradine ci fanno arrivare, tenendo la destra, sulle sponde del fiume Adda dove seguendo la sterrata sull’Alzaia percorriamo i 10 km in piano che ci portano prima a Olginate e poi superato il ponte Vittorio Emanuele II nuovamente a Calolziocorte dove ci dirigiamo nuovamente verso la stazione ferroviaria e dove termina la nostra bellissima avventura odierna. Dire grazie a Mimmo, Massimo e Fabrizio è il minimo che possa fare ma vedendo le loro facce soddisfatte per il bel percorso seguito sono davvero soddisfazioni.

Pier

Traccia GPS: Calolziocorte – Sopracornola – Colle di Sogno – Adda

Calolziocorte - Sopracornola - Colle di Sogno - Adda

Track Length: 41.100000000000001km
Altitude Range: 643m (Min Height: 191m ~ Max Height: 834m)
Total Climb: 1075m | Total Descent: 1076m
Address: 23808 Vercurago, Lecco, Lombardia
Latitude: 45.8016214
Longitude: 9.42741215

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